Una conversazione con Elena Valenti: tra errori, piccoli riti e consigli concreti per chi vuole imparare
Elena Valenti è conosciuta tra gli appassionati di artigianato tessile per la sua collezione unica di segnalibri cuciti a mano. Ho voluto intervistarla per capire quali motivazioni spingano davvero a scegliere ago e filo ogni giorno, quali errori ricorrenti affronta e quali consigli pratici sente di condividere con chi vuole migliorare.
Cosa ti ha spinto a iniziare a cucire segnalibri e cosa ti motiva ancora oggi?
Credo che il vero motivo sia la ricerca di uno spazio solo mio, un tempo sospeso dove la manualità diventa quasi meditazione. Realizzare segnalibri mi permette di combinare l’utile al personale, senza la pressione di risultati perfetti. Ho iniziato dopo aver visto una mostra di artigianato, ispirata dall’idea che ogni oggetto fatto a mano racchiude una storia. In pochi minuti, mi sono ritrovata a rovistare tra vecchi tessuti e fili colorati. Da allora, la routine è cambiata: dedico almeno un quarto d’ora ogni giorno a cucire, anche solo per non perdere l’abitudine. Per me non è solo un passatempo, ma un rituale che mi aiuta a restare presente e ad accettare le piccole imperfezioni come parte del gioco.
Quali errori hai fatto nei primi lavori e cosa consigli ai principianti?
All’inizio sbagliavo spesso la scelta dei materiali: usavo tessuti troppo fini che si sfilacciavano o fili che si spezzavano a metà lavoro. Oggi dedico tempo alla preparazione, scelgo solo materiali resistenti e facili da maneggiare. Un errore comune tra chi inizia è voler imitare subito modelli complicati. Consiglio invece di partire con forme semplici, punti lineari e di non avere fretta di vedere un risultato finito. La manualità migliora con la pratica, non con la pressione di raggiungere la perfezione.
Hai sviluppato delle tecniche o abitudini particolari per migliorare la qualità dei tuoi lavori?
Per me la differenza la fa la routine: preparo il tavolo la sera prima, scelgo con cura i colori e il tipo di stoffa in base all’umore del giorno. Uso spesso il punto indietro e il punto festone per rifinire i bordi. Un trucco utile? Segnare leggermente con una matita la linea da seguire, così evito asimmetrie che si notano subito su un oggetto così piccolo. Non dimentico mai di fissare bene i fili sul retro, anche se nessuno li vedrà: regala solidità al segnalibro e fa la differenza sul lungo periodo.
Come gestisci errori o imperfezioni durante la realizzazione?
Quando capita di sbagliare un punto o di cucire storto, non cerco più di nascondere il difetto a tutti i costi. Ho imparato che anche le imperfezioni raccontano qualcosa di chi crea. Se serve, scucio e rifaccio: meglio perdere qualche minuto che finire con un oggetto che non mi rappresenta. Un consiglio che do sempre è non confrontarsi con chi mostra solo lavori perfetti online. Il valore del segnalibro è nella storia che porta, non nella sua simmetria.